Calapuja

Situazione della zona.

Calapuja è un piccolo Comune (140 famiglie per circa 1400 anime, di cui oltre mille nelle piccole comunità rurali) posto sull’altopiano andino nel sud del Perù nella regione di Puno (il capoluogo dista circa 120 km).
Sito a 3.850 metri di altitudine, è sede dell’unica parrocchia al centro di un territorio molto esteso di  quattro comuni e oltre 50 comunità minori.
L’economia del territorio è basata completamente sull’agricoltura (non meccanizzata) sulla pastorizia, nei pascoli magri estesi fino ai 5000 metri (ovini caprini lama e alpaca) e sull’artigianato della lana.
I prodotti agricoli sono poveri (patate, grano e segale, quinua) causa l’altitudine e il clima caratterizzato da due sole stagioni (secca e delle piogge) e da forti escursioni termiche; è assente la vegetazione di alto fusto.
L’economia, causa le enormi distanze dai mercati più ricchi e dai centri di lavorazione della lana, è funzionale praticamente alla sola sussistenza e quindi oggi non produce reddito.
Il reddito della popolazione è perciò vicino allo zero e gli scambi commerciali all’interno dell’area sono praticamente basati sul baratto.
Dal punto di vista scolastico a fronte di 700 iscritti alle scuole primarie, solo 145 proseguono alle secondarie e solo 10 arrivano alle superiori (presenti solo nei capoluoghi).
La popolazione è perciò in diminuzione a causa dell’emigrazione dei giovani verso la lontana capitale Lima, che peraltro non può offrire quasi nulla ai nuovi arrivati (300.000 abitanti negli anni ’30 sfiora oggi i 7.000.000!).
L’assistenza sanitaria è molto limitata, lontana e non disponibile per le fasce più povere perché di fatto a pagamento: molto diffuse ancora le pratiche terapeutiche tramite erbe medicinali del luogo; purtroppo è alta la mortalità infantile (soprattutto per malattie polmonari legate all’altitudine e al freddo) così come quella delle donne durante il parto.

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Ambiente socioculturale.

La popolazione della regione è ricca di forti tradizioni, conservate non solo per le difficoltà di comunicazione, ma anche per  una apprezzabile fierezza.
L’assetto sociale si fonda essenzialmente sulla famiglia come pilastro per la distribuzione del lavoro e delle risorse disponibili.
La popolazione è cattolica.
Nel 1985, anno di una terribile carestia, le donne della comunità si organizzarono per affrontare insieme l’emergenza alimentare attraverso “ollas comunes” (forma solidale e comunitaria di cucinare a livello di più famiglie): in seguito questa solidarietà è continuata nell’intento di cercare insieme nuove vie per migliorare la vita dell’intera comunità: nel 2000, con l’appoggio della Caritas di Puno, 18 donne parteciparono ad un corso per imparare a lavorare a maglia.
Le donne continuano oggi a riunirsi per studiare ulteriori progressi.

Nell’area della parrocchia si contano circa 18.000 persone (con preponderanza di donne), sparpagliate su un territorio di oltre 800 Kmq !
La parrocchia conta un solo Padre, missionario della diocesi di Città di Castello, in Perù da oltre 20 anni, da 15 sull’altopiano.

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Il precedente progetto.

Nell’estate 2002 è stato varato un primo progetto a supporto dell’artigianato della lana, puntando sulla qualità dei materiali (la lana dell’alpaca è molto pregiata) e sulla qualità dell’esecuzione: il problema principale della lontananza dai possibili mercati più ricchi è stato risolto finanziando la realizzazione di un vasto campionario che ha poi trovato consenso sul mercato italiano attraverso l’aiuto dei volontari: oggi i manufatti hanno trovato i primi sbocchi attraverso due cooperative  importatrici e fornitrici del commercio equo-solidale in Italia.
Trentadue sono oggi le donne che lavorano alla produzione di guanti, calze, cappelli e sciarpe, nel tempo che le quotidiane fatiche al servizio della famiglia degli animali e della terra lasciano loro disponibile.

Restano le carenze strutturali e di supporto alla commercializzazione superate sino ad oggi con il supporto dei volontari per la parte commerciale e con la buona volontà delle donne che lavorano oggi senza spazi disponibili e adeguati (anche all’aperto e con illuminazione precaria).

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Il nuovo progetto.

L’esperienza maturata ha consentito di mettere a fuoco gli ulteriori interventi necessari, nell’ottica cara al Padre, di salvaguardare il modello di vita e le tradizioni locali.
Le donne si sono quindi preparate costituendosi giuridicamente sotto forma di cooperativa sotto il nome di “Artesania Calapuja” e vorrebbero ampliare l’attività dotandosi di filatrici e di telai manuali per la produzione di tessuti: questo creerà occupazione a livello degli uomini (il lavoro è pesante e tradizionalmente svolto appunto quasi sempre dagli uomini).
Questo significativo passo da intraprendere richiede necessariamente la disponibilità di spazi adeguati, dedicati ed attrezzati anche per lo svolgimento delle attività di promozione commerciale.
La comunità, sulla spinta anche delle Istituzioni locali, ha condotto un censimento delle abitazioni occupate dalle famiglie residenti e una indagine sulla situazione fognaria e logistica delle abitazioni stesse; successivamente è stata verificata la disponibilità a partecipare al progetto da parte delle famiglie residenti e, ovviamente la idoneità delle persone disponibili.
Il risultato di questo attento studio, che ha coinvolto i rappresentanti della popolazione, il Sindaco e la Responsabile della salute pubblica, è stata la decisione di tutte le componenti di provvedere, con risorse in parte proprie e in parte da richiedere a livello di finanziamento umanitario, al risanamento e adeguamento degli spazi necessari allo sviluppo della comunità distribuendo l’intervento sul massimo possibile delle famiglie, compatibilmente con le necessità tecniche e logistiche dello specifico progetto.
L’intervento avverrà chiedendo alle famiglie, come investimento da parte loro, di produrre gli adobes (i tipici mattoni a crudo di argilla e paglia) e di costruire o ampliare, con l’aiuto e la supervisione di un maestro edile del luogo, gli spazi previsti; il finanziamento richiesto verrà invece utilizzato per l’acquisto e la posa dei materiali accessori,del cemento e del gesso.
La commissione della comunità ha chiesto i preventivi relativi all’allestimento dei sei locali previsti di 24 mq e dei sei locali igienici, collegati alla rete fognaria, completi di water lavabo e doccia.
Il progetto avrà una durata di circa due anni con inizio a maggio prossimo venturo.
La persona di riferimento locale sarà la Presidente della cooperativa artigiana di Calapuja, denominata “Asociacion Civil, Artesanias Calapuja” Signora Leonisa Perez Mamani de Illanes
L’iniziativa porterà lavoro, a regime, a venti uomini, sessanta donne e le famiglie che trarranno beneficio dall’iniziativa saranno più di settanta non solo del paese di Calapuja ma anche delle comunità rurali limitrofe: le persone che quindi godranno di  un incremento delle loro disponibilità saranno un numero significativo tenendo conto che la famiglia media ha 8 componenti (un totale quindi di oltre 500 persone).

Calapuja, 20/04/2004

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Costi

a. Locale (6 x 4 metri)

150$ tetto con struttura in legno e copertura in calamina
70$ porta e finestra
90$ rivestimenti in cemento e gesso
120$ pavimento in legno
60$ impianto elettrico
70$ mano d’opera (maestro)
560$ Totale

b. Servizio (3 x 2 metri)

50$ tetto con struttura in legno e copertura in calamina
70$ porta e finestra
40$ rivestimenti in cemento e gesso
60$ pavimento in piastrelle
20$ smalto lavabile
100$ lavabo, water e doccia
40$ impianto idraulico
30$ impianto elettrico
40$ mano d’opera (maestro)
450$ Totale per sei locali dotati di servizio

c. Attrezzature per tessitura manuale

260$ telaio grande
60$ pettini
180$ telaio medio
40$ pettini
100$ telaio piccolo
20$ pettini
160$ accessori
70$ filatrice
210$ rimagliatrice
1100$ Totale
430$ Imprevisti (6%)
7590$ TOTALE generale del progetto

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