Diversi modi di viaggiare, scopriamo il turismo solidale

Ci sono molti modi di viaggiare e oggi si viaggia molto di più di quando quelli come me erano assai più giovani. Ma forse oggi si viaggia con meno motivazione, con meno curiosità, meno spirito di scoperta, voglia di conoscere, a volte senza neanche cercare di vedere la gente, la vita diversa dalla nostra, di  cercare un contatto non solo con paesaggi e monumenti lontani, bellissimi ma già visti chissà quante volte, ma con adulti e bambini, con le donne che , soprattutto nel sud del mondo, sono la spina dorsale dei popoli più sfortunati. La gente ”gira” per vedere, osservare e… contribuire a cambiare qualcosa, oppure soltanto perché ha soldi in tasca o voglia di evadere?

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E allora perché non proviamo a cimentarci con un tipo di viaggio che ci può dare molte più soddisfazioni? Che ci può consentire di dare un contributo al cambiamento che tutti vogliamo, in senso positivo, della vita dei più poveri dei popoli che tanta saggezza hanno accumulato in silenzio, schiacciati tra miseria e ingiustizia, ma fieri delle loro tradizioni, delle loro feste, vere occasioni di vita in comune, così rare ormai nel nostro mondo.

Come ci dice Padre Gianni, dalla sua parrocchia sperduta sulle Ande:

“Forse vale la pena di volersi più bene, nel senso di volere più bene a se stessi vivendo con uno stile di vita più sobrio e meno diete! Cerchiamo di conoscere di più e consumiamo di meno, lasciamo perdere i perbenismi e tutte le altre convenzioni e sovrastrutture che ci siamo dati che lasciano le cose come sono, anzi, addormentano e oppiano le coscienze e non arricchiscono né noi né gli altri vicino a noi, rendono la vita vuota, ci portano paradossalmente alla solitudine più angosciosa nelle nostre grandi e moderne città dove tra mille opportunità di svago e di conoscenza spesso non conosciamo neanche i nostri vicini di casa, non parliamo neppure con i nostri figli o se ci parliamo magari non ci capiamo”.

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Scopriamo allora, quando finalmente abbiamo il tempo e la fortuna di viaggiare, un nuovo modo di essere turisti: il turismo solidale. Noi spenderemo di meno ma condividendo con la gente, padrona di casa, di più, molto di più. Daremo un aiuto quasi senza accorgercene, perché il nostro denaro anche se poco, resterà a loro, ed il nostro approfondimento darà loro il coraggio di crescere secondo il loro modello, le loro tradizioni, perché “solo i poveri salvano i poveri”: dalla loro unione e organizzazione si può avere un esempio: le donne di Calapuja.