Il Perù, il paese delle meraviglie

Terzo paese del Sud America, ma cinque volte più grande della Gran Bretagna, Il Perù è un paese affascinante, capace di offrire tutto ciò che un viaggiatore cerca: paesaggi grandiosi come le cordigliere che svettano oltre i 6000 metri, l’oceano con la sua vita sotto e sopra l’acqua (le isole Ballestas sono uno zoo a cielo aperto dove leoni marini foche e pinguini contendono i ricchi banchi di pesce a immensi stormi di uccelli, dai picadores – le sule – ai maestosi e implacabili pellicani giganti) per non parlare della selva amazzonica che scende dal Perù fino al lontanissimo oceano Atlantico, ma soprattutto dell’altopiano andino, migliaia di chilometri dai 3000 ai 4500 metri, patria degli antichi popoli dai Quechua agli Aymarà e Uros del lago Titicaca, antenati del grande impero degli Incas.

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Canyons dai fianchi ripidi, incredibilmente tagliati da certosine colture a terrazze, mantenute nei secoli da tenaci contadini, lagune in quota popolate di fenicotteri, acque cristalline che riflettono il blu del cielo dei 4000 metri e che danno vita a pascoli magri dove vivono in grande libertà lama e alpacas e le rare e selvagge vigogne, vulcani talvolta innevati e una imprevedibile salina composta di centinaia di vasche in cascata scavate nei fianchi di una ripida montagna a 3000 metri sul fianco della valle sacra, di fronte ad una cordigliera i cui bianchi ghiacciai non raggiungono l’abbacinante bianco puro delle vasche di sale.

Lassù sull’altopiano del sud, al confine con la Bolivia, a 3900 metri un lago, il più alto lago navigabile del mondo, grande come un mare (è lungo oltre 170 chilometri, ma dalla sommità delle sue piccole isole lo vedrete sempre tutto!) caratterizzato da una luce speciale che non si può mai dimenticare, come i profumi delle erbe nane che crescono sulle isole Taquile e Amantany, dove la gente ospita nelle case i viaggiatori, continuando a lavorare da secoli la lana.

Incredibili paesaggi che non sono che una delle meraviglie del Perù, culla di civiltà antiche, popoli che si sono succeduti lasciando testimonianza del  loro passaggio in ceramiche originali e di squisita fattura, gioielli e tessuti sopravissuti ai secoli: la cultura di Chavin circa 2000 anni prima degli Incas, che senza l’uso della forza influenzò lo sviluppo culturale di tutti i popoli del Perù settentrionale e poi le culture moche e nazca fino al grande più famoso impero degli Incas.

Cuzco, l’antica capitale che conserva ricche testimonianze della sua grandezza e ancora racconta l’incredibile capacità di costruttori che caratterizzava gli Incas (che dovevano fare i conti con terribili terremoti) i templi disseminati lungo la Valle Sacra fino a Ollantaytambo, dove le montagne scendono verso la selva amazzonica, impenetrabile che copre di verde anche le pareti verticali: oltre gli spagnoli non osarono inseguire gli ultimi Incas e così il mitico Matchu Pichu è giunto fino a noi conservato sotto la vegetazione tropicale fino al 1911, anno della sua scoperta, la più famosa località archeologica del Sud America.

Terza meraviglia del Perù la sua gente i suoi colori le sue tradizioni, le sue feste: non si possono descrivere, si devono partecipare e non si dimenticheranno mai.